Dentro una capriola

Pulsare, con il sangue alla testa, giù, su, destra, sinistra.
Attimi veloci scorrendo se ne vanno, accumulano pezzi e ne distruggono altri.
“Ti saresti immaginata tutto questo?” sento in lontananza e non riesco a rispondere.
Quadri dipinti male, sparsi di spruzzi ridicoli, quasi finti, piccole cuciture poco resistenti e al limite del paradosso riescono -però- a bloccarmi il respiro e lo tentano queste micro sfumature e sbavature quasi impercettibilmente troppo nitide.
“Ti saresti immaginata tutto questo?”, sussurrando, sciogliendo il sapore tra le mani, vederlo scomparire, lasciarsi mangiare.

Senza essere liberi

Non scacciare dalla testa i pensieri  che ti hanno fatta cadere

dentro un nascondiglio che era fatto di cera che poco dopo si scioglierà tra le tue braccia.

Come fili intrecciati quei pensieri ritorneranno bambini e stupiti dai colori del cielo

proveranno a immergersi negli occhi di chi ti ha spinta dentro un arco di sorrisi.

Dimmi adesso che cosa si prova a nuotare tra flebili parole, strette e pungenti dentro una noce di cristallo

tutte le insicurezze che hai da sempre irreparabilmente frantumarsi in mille pezzi, dardi sul cuore, impavido

e celere come una stella quando cade e non si sa dove si adagia.

Non scacciare dalla testa i pensieri che ti hanno fatta rinascere ombra, lasciali volteggiare sui pioppi

primaverili, senza appesantirli, lasciandoli baciare per poi svanire.

Chiusa

Nulla vale senza tutto quel sapore puro vero

nulla che mi dia conforto in questa stanza chiusa sotto

i piedi freddi i respiri si bloccano e bloccati dalle spinte

dell’alto tuo profumo.

Nulla vale senza tutto questo rumore che raspa,

graffia come uno scalpello sul sangue salato.

Nulla vale senza te

vale nulla senza te.

Sogni

Sogni vissuti, sulla pelle rinati

racchiusi in un segreto senza ritorno

dal cielo buttati.

Sogni sospesi, per me eclissati

dalla pioggia e dal vento

un tormento di respiri.

E poi, la luce, mi bagna il viso e non capisco

dove sono i miei sogni vissuti,

sulla pelle rinati, crepati e dissolti

in un pugno di ombre.

Motivi

Potrei chiederti i motivi

per i quali sono qui

ma tu, risponderai che la bellezza

è più forte di uno strappo di abbracci sfumati

lungo l’inverno che alle spalle ci siamo lasciati.

Sensazionale piacere ti porta da me

ma tu, mi guardi con gli occhi di un’altra

anima persa senza aspettare.

Aspettarmi continuamente chiamarmi sempre

con le mani intorno al collo piccole sbavature sul mio viso.

Potrei chiederti mille volte che cosa mi porta qui

ma tu, instancabile scoppierai

senza concedermi alcuna pietà.

Come una bolla di vetro

Come una bolla di vetro suona la melodia nel castello,

spio ogni dettaglio più segreto dal retro

disegnando pois bianchi su un fondo nero.

Genera il bagliore di uno sguardo sereno, lottando con il cuore e con le mani.

Quel giullare mi pare strano, mi guarda con quel suo grande cappello, mi inquieta.

La serva pulisce le scale, il re gironzola a passo lento.

Io continuo a spiare ma è tutto così chiaro.

Come una bolla di vetro suona il flauto di quel musicista.

Dettagli, solo un mucchio di dettagli;

preparano la cena e cantano.

Arriverò, camminerò.

Il giullare è davanti a me: mi ha scoperta.

Tende la mano verso la mia e mi guarda con aria triste,

e io immobile, come una bolla di vetro.