È incredibile come il cambiamento sia così dinamico ma allo stesso tempo così statico. Ci sono cose della vita che non puoi controllare – sarebbe bello farlo – ci sono eventi che succedono e basta e tu devi, per forza, accettare che sia così. Ci sono tantissime altre cose che cambiano perché scegli di cambiarle, a partire dalla tua persona.
Ci pensi quante cose di noi cambiano nel corso del tempo? Dalle cose più banali e materiali (dai, non ci credo che qualche anno fa ti saresti messa quel paio di jeans), a cose più intime di te. Cambiamo, ci evolviamo, cancelliamo qualche lato del nostro carattere e facciamo spazio, lentamente, a qualche nuova sfumatura che alla fine non è poi così male.
Dinamismo, trasformismo, come nei migliori show di magia. Ma siamo sicuri/e che sia veramente tutto così veloce? Che sia tutto così in continuo movimento? Che mentre il mondo si evolve, noi evolviamo con lui?
È forse uno dei controsensi paradossali peggiori: diventare consapevole che non è proprio così.
Si millantano evoluzioni, ci si professa moderni, progressisti, aggiornati, mentalmente aperti, colorati…. Ma la verità, e quanto mi costa dirlo, è che non è mai così.
Si crea una sorta di patina invisibile, sopra la quale tutto sembra nuovo, bellissimo, da acquolina in bocca e sotto la quale, però, è tutto esattamente vuoto, apatico, asettico, una trappola tesa e una miriade di cazzate.
Ci pensi a quanti sforzi hai fatto per cominciare ad accettarti? O meglio, a provare a farlo? Ci pensi alla difficoltà che hai provato tantissime volte a guardarti allo specchio? O a quanto tempo ci hai messo per capire che va bene così, che essere gentile non è una colpa, non è la causa delle reazioni altrui, che sei tu, il tuo carattere, il tuo modo di fare.
Ci pensi, poi, al tempo speso a interrogarti, a chiederti se fossi tu sbagliata, se ci fosse qualcosa di strano, di insulso nella tua personalità? Che forse hai commesso tanti errori, forse troppi, che magari tornando indietro nel tempo eviteresti certe scelte, certe persone, certe parole, certi vestiti anche.
Ci pensi a quanto sei stata dinamica nei tuoi anni? Stare ferma a volte può essere comodo, ma tante altre volte ti distrugge la mente, te la indebolisce, te la fa pesare e cominci a vacillare male.
Eppure, in questo totale dinamismo personale, il mondo, là fuori, che cosa ha cambiato?
Penso sia una delle fregature più subdole che ci siano; niente è mai abbastanza, sembra quasi che tutti i tuoi cambiamenti non siano serviti a nulla, che per quanto tu ti possa sforzare a fare, a dire, a scrivere, a sognare, a sperare, a parlare, a scegliere o ad abbandonare, niente di tutto ciò sarà mai abbastanza.
Raggiunto un obiettivo che pensavi sarebbe stato l’ultimo, il mondo e quella dannata patina ti diranno che ti manca comunque qualcosa, che non sei abbastanza vicina, che non hai tutte le capacità richieste, che era meglio spendere altri soldi per un corso strabiliante, per delle referenze assurde, perché l’esperienza è la sola che conta.
Ci pensi che tutto questo non è dinamico, non è moderno, non è mentalmente aperto? È un sottostare a delle regole e sì, a delle dinamiche, ma delle dinamiche statiche che non portano a niente, se non all’occlusione della propria testa, alla proliferazione di pensieri superflui ma deleteri.
Cambiare fa bene, cambiare è necessario, cambiare ti può anche salvare la vita: ma chi salva il sistema?
Chi salva questo finto dinamismo in cui tutto è apparenza e in cui nulla serve a qualcosa? Chi salva l’onestà?
L’adattamento è onore, l’adattamento è una conseguenza indiretta (o diretta) alla patina che ti imbroglia, la stessa che ti dice “brava” e che subito dopo ti lascia sospesa. L’adattamento non è mai una vergogna, è il compromesso che arrivi a fare con te stessa per renderti effettivamente conto che i tuoi sogni, le tue passioni più vere (e possono essere tante), te le devi costruire con le tue mani e che dunque, per farlo, hai anche bisogno di adattarti per non perderle.
Vi sembra dinamico? Vi sembra degno di magia? A me no.
E se questo mondo va così veloce, tu impara che a volte ci si può fermare, ci si può guardare allo specchio e ci si può dire: “Questa vita è una, questa vita è la tua. Non vergognarti, non sentirti sbagliata e sii dinamica per ciò che vuoi tu. Se c’è bisogno adattati, ma non perdere di vista la tua identità, non lasciare andare le tue passioni.”
Hai visto come scappano via le nuvole?
-M-