La nebbia della volta recente

la nebbia della volta recente

C’è stata una volta che ricordo sfumata
c’è stato quel tempo oscuro
in cui star bene pareva illusorio;
c’è stata l’immagine del mare
il muro che mi divideva dall’altra faccia della terra.
Come imparare a respirare di nuovo
come tenere in mano una mano, pelle di mesi lontani.
C’è stata una volta che ricordo sfumata
c’è stato il giorno più buio
in cui toccare il fondo era così semplice,
in cui poter scandire i secondi davanti a frammenti di visi dispersi.
La soglia di casa persa all’imbrunire della sera
sciogliendosi sotto il sole appena nato
o sull’erba bagnata da un’alba timida e
poi su passi rivolti indietro, impronte perse chissà.
Dove troverò pace, chissà
quella volta, c’è stata aria di vita
una curva o due, pioggia di me.

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