Parole pensierose

Ero

Ero una goccia di pioggia, volevo solo tentare di fare qualcosa più grande di me, e mi spinsi oltre le mie capacità.

Sognare è sempre stato terribilmente difficile nel mio mondo di fate, draghi, immagini oscure nella notte, come è stato difficile riuscire a placare l’immaginazione che mi scorreva dentro il corpo, abbracciando qualsiasi tipo di profumo ed esperienza di lodevole felicità.

Ero una piccola parte di questo immenso pianeta che, alla fine, non è poi così tanto immenso.

Camminavo lungo le sponde del ponte della mia fantasia, saltellando tra i fili d’erba che il cielo mi porgeva, senza farmi sentire più piccola rispetto a lui: respiravo il sole.

Correvo e acchiappavo perline colorate come l’arcobaleno, lasciando qualche spiraglio di luce alle vibrazioni delle corde di quel violino ormai opaco, chiuso dentro il suo odore di “passato”.

Sentirsi diversi è gratificante, sentire mille voci sfumate dentro la testa è affascinante come il riflesso della luna lungo il mare, nero. Pace, tranquillità e brividi possono solo farmi volare sempre più in alto delle nuvole.

Ero un petalo, un petalo di una rosa rossa, viva, sorridente.

Andare avanti senza sapere cosa ti aspetta e cosa ti riserva il futuro dei giorni, io e te: pronti per ogni cosa.

Prendi la mia mano e cammina veloce, tralasciando le facce attonite di tutti, tralasciando ogni piccolo odore amaro di gelosia: RIDI.

La strada sarà lunga prima di raggiungere quella specie di perfezione instabile che mi circonda il cuore, l’ultima volta non giungerà mai e ci lascerà trasportare dall’aria gelida di un dicembre appena iniziato.

Parole pensierose

Ricordo come se fosse ieri

 

Ricordo come se fosse ieri, le ombre dei passi che si arrampicavano sui muri della mia stanza: era colorata. Non è mai facile provare a cambiare abitudini, trovarsi capovolti in una sfera che non è più così perfetta, così pura, così tua. Mi aggroviglio sui rami di una stanza nuova, cercando di farla apparire viva, viva di quel profumo che ogni mattina sentivo appena mi svegliavo da un sogno strano, surreale, come il resto della mia personalità. Tutto quello di cui abbiamo bisogno è l’amore di un respiro, un respiro profondo che fa vibrare le corde di un violino così velocemente da farle lanciare verso l’alto, ballando le note di una musica nuova, che ricorda il richiamo della natura.

Siamo sotto l’essenza della vita che ti chiama, ti grida di rincorrerla, anche sotto l’acqua torbida di un torrente in piena, insieme ai pesci, insieme ai sassi e al fango trasportato dalla corrente. In quale altro mondo, in quale altra terra posso ricordare con serenità ciò che sono, ciò che ero e ciò che sarò sempre.

Non dico arrivederci a niente, gioco con le piume di un cuscino nuovo, morbido, che prova ad avvolgermi i capelli e il viso, coccolandoli durante la notte.

In quale altro mondo, noteresti la differenza?