Parole pensierose

5 settembre

 

5.09.2019

Certe giornate proprio mi fanno respirare un’aria diversa da quella quotidiana che mi tiene in vita da quando mi sveglio fino a che giunge l’ora di coricarsi. Queste giornate sono diverse e sono così diverse che è un diverso bello, nuovo, sempre piacevole,mai noioso, mai stancante anche se fai il viaggio più palloso della storia dei viaggi pallosi ma tu ti senti viva appena scendi il gradino di quel treno che per anni hai maledetto, in cui hai sudato come non mai, hai perso ossigeno rischiando di rimanere intrappolata tra le mani, gambe e teste di sconosciuti come te in preda al caldo e al sovraffollamento imbarazzante.

Quando giungi a destinazione ti dimentichi di tutta la fatica che hai fatto per quei 56 minuti perché appena tocchi il suolo della meta è come quando, nei film, arriva il momento in cui la lacrima della protagonista cade a terra e per magia tutto si azzera e spezza l’incantesimo malefico che teneva imprigionato l’amore della sua vita o semplicemente se stessa. Così scendi, arrivi, cammini e cammini finché i piedi non ti fanno male ma va benissimo così, il bello di queste giornate sta proprio li, nell’assaporare ogni nota anche se imperfetta e non programmata, tutto fa parte della meraviglia del sentirsi vivi e sentirsi finalmente bene, dopo un mare di angosce, sensazioni negative e dispiaceri lasciati appesi ai muri. Quelle ci sono ed è anche difficile poi sciacquarle via dalla pelle che le ha assorbite come una spugna – a tratti abrasiva – che ti ha resa vulnerabile e debole agli occhi altrui e in fondo lo sei spesso ma ti ripeto, va benissimo così, fa parte della tua storia e queste giornate se ne dimenticano appena respiri quest’aria diversa.

Perché poi sono le persone che ti fanno sentire così e ti senti al caldo quando le vedi, anche se per poco, anche se per un singolo abbraccio (che a volte è pure collettivo ed è anche più caldo in quei momenti); le persone ti aiutano a sentirti meno sola e anche un po’ meno strana e poi vederle ridere insieme a te ti riempie il cuore e ridere di gusto sulle cavolate e piangere dall’emozione per un “ti voglio bene”, raccontarsi aneddoti e sperare di riviverli, davanti a una bevuta tutti insieme o solo in coppia. Ricordarsi delle cose belle è la chiave per ossigenare mente, corpo e cuore, aggrapparsi a quegli attimi che anche se piccoli e fugaci e super attivi ti consentono di prenderli per mano, giocarci a nascondino, spolverarli, renderli vivi ogni volta che ne sentirai il bisogno. Ricordati, aggrappati, non mollare mai la presa dai momenti che ti regalano queste giornate e falle tue, come quando riguardi delle vecchie foto e nel farlo sorridi perché eri felice e sei felice anche adesso che scorri quelle immagini e ti ricordi dei bei momenti passati insieme – che serata quella li, da rifare assolutamente! – ti risuona nella testa, con le canzoni cantate e ballate, gli abbracci stretti e mille altre cose che ti possono completare il puzzle dell’animo che è profondo come un mare e si avvicina all’oceano, stringendosi in una rete di conchiglie speciali e riecheggia il rumore dell’acqua nelle cuffie viola che porti sempre con te.

Queste giornate passano veloci ed è come riviverle ogni volta anche quando riprendi il treno e quasi ti addormenti e ti fanno male i piedi, hai caldo e vorresti solo dormire ma il cuore ti batte forte e attenzione – non è ansia che spinge, quella passa piano – è lo stare bene e il pensare di stare bene sempre, in modo diverso, in modo potente e così sincero che vorresti urlarlo dal finestrino, in mezzo alla folla seduta che guarda il vuoto dello schermo che ha davanti agli occhi e invece tu hai il sorriso a 700 denti oppure non ridi ma gli occhi lo fanno per te, ti senti un fremito dentro che ti parla il corpo e senti quelle voci cullarti i sensi, come quando arrivi a sera e le cuffie viola nelle orecchie ti portano altrove, dove si vaga e dove – durante la notte – ti ritrovi con tutti, magari abbracciati e con la bevuta in sospeso e siete li, guardate in alto, vi guardate il viso e vi cercate negli occhi e pensate sottovoce: “Che belle queste giornate”.

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