Parole pensierose

Blu notte

Ero qui, sono sempre stata io, farmi da padrona, farmi sbagliata, con addosso un’instabile corona, privo di luce uno specchio dietro una piccola grata.
Ero qui, sono sempre stata qui, guardami crescere, talvolta ondeggiare, su onde leggere al di là di questo mare infame, coprirlo, sentirlo, una volta colpirlo con le mani non sarebbe bastato a incollarlo, maledirlo.
Ero qui, sono sempre rimasta intatta, da una maschera di ferro per poco soffocata, lungo un viale di gigli smarriti, ovunque nei vicoli perfino bruciati, sentiti, cuciti, risucchiati, scolpiti.
Ero qui, sempre e solo qui, volgendomi indietro a ricordare il tempo perduto a raggiungere la mia me blu notte, un abito cresciuto, piaciuto, inconsciamente sbattuto. Dove sei ora? Ero qui, ero qui… chiamami ancora
senza risuono, rintocco, pennellate d’aurora.

Poesia

Dentro una capriola

Pulsare, con il sangue alla testa, giù, su, destra, sinistra.
Attimi veloci scorrendo se ne vanno, accumulano pezzi e ne distruggono altri.
“Ti saresti immaginata tutto questo?” sento in lontananza e non riesco a rispondere.
Quadri dipinti male, sparsi di spruzzi ridicoli, quasi finti, piccole cuciture poco resistenti e al limite del paradosso riescono -però- a bloccarmi il respiro e lo tentano queste micro sfumature e sbavature quasi impercettibilmente troppo nitide.
“Ti saresti immaginata tutto questo?”, sussurrando, sciogliendo il sapore tra le mani, vederlo scomparire, lasciarsi mangiare.