Poesia

Spingimi fuori da qui

Spingimi fuori da qui, sigilli vecchie parole, vane
attese di paura determinano la mia pelle.
Non piego la testa a questo mondo,
guardarlo spegnersi e la luce fioca.
Tintinnio acre, punge il viso, incavo è velenoso.
Buio intorno, favole che bruciano le magie bambine,
bambini insieme, bambini mai: schizzi di polvere.
Basso profondo lampi dagli occhi
Incespico dettagli , dettagliate ombre
angoli imperfetti, una strada bianca, una rosa gialla.
Qualora andasse così, non andasse più così.
Spingimi fuori da qui, sentiti perso.

Parole pensierose

Ero

Ero una goccia di pioggia, volevo solo tentare di fare qualcosa più grande di me, e mi spinsi oltre le mie capacità.

Sognare è sempre stato terribilmente difficile nel mio mondo di fate, draghi, immagini oscure nella notte, come è stato difficile riuscire a placare l’immaginazione che mi scorreva dentro il corpo, abbracciando qualsiasi tipo di profumo ed esperienza di lodevole felicità.

Ero una piccola parte di questo immenso pianeta che, alla fine, non è poi così tanto immenso.

Camminavo lungo le sponde del ponte della mia fantasia, saltellando tra i fili d’erba che il cielo mi porgeva, senza farmi sentire più piccola rispetto a lui: respiravo il sole.

Correvo e acchiappavo perline colorate come l’arcobaleno, lasciando qualche spiraglio di luce alle vibrazioni delle corde di quel violino ormai opaco, chiuso dentro il suo odore di “passato”.

Sentirsi diversi è gratificante, sentire mille voci sfumate dentro la testa è affascinante come il riflesso della luna lungo il mare, nero. Pace, tranquillità e brividi possono solo farmi volare sempre più in alto delle nuvole.

Ero un petalo, un petalo di una rosa rossa, viva, sorridente.

Andare avanti senza sapere cosa ti aspetta e cosa ti riserva il futuro dei giorni, io e te: pronti per ogni cosa.

Prendi la mia mano e cammina veloce, tralasciando le facce attonite di tutti, tralasciando ogni piccolo odore amaro di gelosia: RIDI.

La strada sarà lunga prima di raggiungere quella specie di perfezione instabile che mi circonda il cuore, l’ultima volta non giungerà mai e ci lascerà trasportare dall’aria gelida di un dicembre appena iniziato.

Poesia

Voci dipinte in un bosco di cenere sparsa

Voci dipinte in un bosco di cenere sparsa,

lascia che io possa respirarla e consumarla e intrappolarla,

lieve sabbia tra le dita, grigia sporca come una nuvola tagliata a metà.

Immaginavo visi diversi,

tiepidi di calore, vivi di cuore.

Voci dipinte in un bosco di cenere sparsa,

incantevole incubo di fiori;

spezzate le giornate i sorrisi diventano lampi elettrici,

lucciole di amare risposte intorpidite le labbra, chiusa la bocca di rabbia.

Tutto cambia lentamente ma troppo bruscamente.

Voci dipinte in un bosco di cenere sparsa,

lasciami correre via.

Poesia

Vivere

Vivere è l’allegria che comanda i colori

dissipando le forme del viso e nascondendo la verità tra le ombre del mento.

Quanto potere nelle mani del giorno, giorni inscindibili dalla luce, il buio intorno

l’acqua sulla pelle, brivido di ghiaccio lungo la vita.

Vivere è l’allegria che simula l’inganno

giocare a chi è migliore in campo, è un’erba che non cresce e mai si rovina;

viaggiare con la mente senza il corpo che ti segue, lanciare lo sguardo sulla luna

sentirlo e toccarlo, graffiarlo senza modificarlo.

Vivere è il respiro che ti toglie l’affanno, ti lascia sospeso

dissolvendosi si  tinge di verde.

La speranza.

Parole pensierose

Ricordo come se fosse ieri

 

Ricordo come se fosse ieri, le ombre dei passi che si arrampicavano sui muri della mia stanza: era colorata. Non è mai facile provare a cambiare abitudini, trovarsi capovolti in una sfera che non è più così perfetta, così pura, così tua. Mi aggroviglio sui rami di una stanza nuova, cercando di farla apparire viva, viva di quel profumo che ogni mattina sentivo appena mi svegliavo da un sogno strano, surreale, come il resto della mia personalità. Tutto quello di cui abbiamo bisogno è l’amore di un respiro, un respiro profondo che fa vibrare le corde di un violino così velocemente da farle lanciare verso l’alto, ballando le note di una musica nuova, che ricorda il richiamo della natura.

Siamo sotto l’essenza della vita che ti chiama, ti grida di rincorrerla, anche sotto l’acqua torbida di un torrente in piena, insieme ai pesci, insieme ai sassi e al fango trasportato dalla corrente. In quale altro mondo, in quale altra terra posso ricordare con serenità ciò che sono, ciò che ero e ciò che sarò sempre.

Non dico arrivederci a niente, gioco con le piume di un cuscino nuovo, morbido, che prova ad avvolgermi i capelli e il viso, coccolandoli durante la notte.

In quale altro mondo, noteresti la differenza?

Poesia

Elena

Vivere in un mondo fantastico,

dove i colori sono ribaltati,

tutto va come dici te, sei il maestro.

Tutti sorridono e nessuno odia.

Tantissimo amore, quello che ti dà la vita.

Dove tutto è più lento, goccia dopo goccia sempre più lento.

Già! E magari fermare il tempo per qualche secondo, per osservare qualcosa che nella realtà ti è sfuggito,

scivolato dalle mani…

Veramente! In un posto dove si può volare,

volare intorno alle nuvole, sfiorare l’aria,

vedere la tua ombra su di esse,

riuscire a guardare il sole a occhi aperti,

far evaporare le lacrime.

Oh far evaporare noi stesse, tra la brezza gelida,

oh, catturare petali di ghiaccio, brillare tra le foglie d’autunno.

Vuoi lasciarti alle spalle i ricordi?

Bruciarli insieme ai raggi del sole?

Credevo di poterli tenere, ma il tempo li ha consumati, facendomi voltare pagina.

Siamo ancora qui, ad aspettare l’alba, insieme.

Scompariremo insieme,

si, voleremo insieme.

E quella tranquillità, tutto quel fumo,

ci sta circondando, ci sta facendo vivere.